Yoummagumma

La musica è da sempre una componente fondamentale della mia vita e la fotografia di concerto è una delle mie attività principali.

Dal primo concerto in assoluto — i Depeche Mode a Bologna nel lontano 1998 — non ho mai smesso di fotografare sotto un palco, più per passione che per lavoro: scatto solo band verso le quali sento un’affinità emotiva e un’attrazione culturale: fotografare un concerto, viverlo attraverso l’obiettivo, è come stare sul palco insieme al gruppo che suona, non può essere una casualità, è un’azione attiva, non una semplice documentazione.

Nel tempo ho avuto il piacere di collaborare con alcune delle testate che più ammiro per la profondità della ricerca, come Blow Up, con band dal mood intenso e profondo come i JoyCut (1+1 è un libro fotografico su un concerto tenuto al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia) , e di fotografare — e talvolta collaborare direttamente — con alcuni dei festival più importanti e seminali del panorama nazionale: Open Sound Festival, Medimex, Viva Festival, Distorsioni, Interferenze.

( Il nome di questa sezione è in realtà un gioco di parole che nasce da Ummagumma, il mio album preferito dei Pink Floyd. In origine doveva essere il nome di un’app che ho ideato con mio fratello per aiutare le persone ad andare ai concerti insieme. L’app, poi chiamata GoGoSound, non è mai decollata perché uscì proprio durante il periodo del Covid… ma questa è un’altra storia.)