II (ellepluselle)
Dal 2010 al 2014 ho operato come Ellepluselle in coppia con Carmen Laurino fotografa e video maker esperta di Cinema Live
Filtro Persona,
serie fotografica,
2012

In fotografia il filtro è un dispositivo che impedisce il passaggio di determinate frequenze della luce. Un filtro rosso ad esempio bloccherà gran parte della luce che lo attraversa facendo passare unicamente la componente rossa. Di solito i filtri, sono neutri e poco invadenti: non devono interferire concretamente nell’ immagine, ma solo “correggerla. In questa serie è stato usato come filtro l’essenza stessa della fotografia ossia una visione.
“Dal nostro passato di fotografia analogica abbiamo ripreso alcune vecchie diapositive raffiguranti volti di amici che singolarmente avevamo scattato nel nostro percorso individuale precedente al gruppo. Le diapositive sono di per se fatte di quella plastica gelatinosa simile a quella dei filtri fotografici più economici. Abbiamo provato ad utilizzare direttamente queste diapositive come filtro fotografico. E così al posto di usare il filtro rosso abbiamo usato il Filtro Marco; i volti hanno fatto da filtro per nuove visioni del mondo in una molteplicità di ricordi sovrapposti.”
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Inferno 26,
Installazione (campionatore casio fz-1, libri, mini amplificatore, cavo jack),
2012

I versi più noti del capitolo XXVI dell’Inferno di Dante (118- 120, dedicati ad Ulisse) sono recitati dal sintetizzatore vocale di Google Translate e campionati con un campionatore vintage.
In seguito sono stati mappati sulla tastiera: ad ogni tasto corrisponde una parola. Il fruitore è invitato a far “recitare” Dante alla macchina in versione “originale” oppure, a partire dalle parole dei versi, costruirne una nuova.
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TK 18
Video/performance
(Lettore dvd, impianto audio, videocamera)
2011

T.k.18 è una video-performance che mette in discussione le gerarchie dell’arte contemporanea e i suoi dispositivi di legittimazione. Il video è accessibile esclusivamente ai visitatori della mostra, mentre a curatori, organizzatori e addetti ai lavori è deliberatamente negata la visione.
La fruizione avviene in forma individuale: lo spettatore entra solo in una stanza e assiste al video, della durata di circa otto minuti. All’uscita viene intervistato da una troupe, anch’essa ignara del contenuto, ed è chiamato a raccontare l’opera a partire dalla propria esperienza.
Il lavoro sposta l’attenzione dalla visione al racconto, affidando al pubblico la costruzione del senso e ribaltando il tradizionale rapporto tra istituzione, critica e fruitore. In T.k.18 l’opera si definisce nello scarto tra ciò che viene visto e ciò che può essere detto, mettendo in crisi il ruolo dell’autorità interpretativa nel sistema dell’arte.
T.K. 18 Barcellona
T.K. 18 Napoli
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ID # (Interno Domestico)
installazione privata
(Box in legno, 10 fotografie di piccole dimensioni, istruzioni per la realizzazione, schema di installazione, nota critica, biografia)
2011
I.D.# è un progetto di arte relazionale che permette di allestire delle vere mostre d'arte contemporanea in abitazioni private trasformando un ambiente domestico in galleria d'arte e le famiglie in galleristi.
Il progetto prevede un kit contenente tutto l'occorrente per organizzare una micro personale di ElleplusElle: 10 opere di piccole dimensioni, un testo critico da fotocopiare e consegnare ai fruitori e le istruzioni sull'allestimento della mostra nella propria abitazione, allestimento che avviene in totale autonomia e senza l'intervento degli artisti. La famiglia è investita del ruolo di gallerista, organizza il vernissage invita i visitatori produce il materiale comunicativo.
I. D. # 01 è composto da 10 fotografie 10x15 cm che hanno per tema il paesaggio inteso come dimensione introspettiva e un testo di presentazione a firma di Luca Giocoli. E' stato presentato nel Settembre 2011 nel corso di una residenza artistica nel Sulcis in Sardegna e ospitato dalle famiglie Biggio, Putzu e Altadonna Tiraboschi.
In seguito l kit e il reportage dei tre vernissage sono stati presentati al MACC Museo d'Arte Contemporanea di Calasetta nella mostra Gesto Segno Disegno a cura di Erica Olmetto.
Il progetto unisce installazione e performance relazionale. Al di là delle opere fisiche presenti in mostra, è importante il momento aggregativo di ogni vernissage che le famiglie hanno trasformato in un festoso incontro in cui l'arte contemporanea è stata un motivo per riunirsi e aprire agli altri la propria dimora privata.
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Opera x / 11-21
Intallazione
(teche in plexiglass contenente oggetti personali, contratto)
2011-2012

Opera 11-21 è un progetto relazionale incentrato sulla dinamica della capsula del tempo applicata alla metodologia di deposito bancario.
Ad alcuni utenti è stato chiesto di depositare degli oggetti personali di uso quotidiano attualmente che nel futuro potranno avere un valore economico superiore dato unicamente dal tempo. Gli oggetti sono presi in custodia da ElleplusElle, e dopo dieci anni saranno messi in vendita tramite canali di vendita dell'usato. Il ricavato delle vendite andrà ai proprietari degli oggetti decurtando una percentuale bancaria che rimarrà ad ElleplusElle per il "servizio". Tutti questi rapporti sono regolamentati da un contratto. Ogni anno saranno documentate gli andamenti del valore degli oggetti nel mercato dell'usato.
Opera 11-21 riflette sul valore che il tempo può dare ad oggetti di uso comune e pone al fruitore il compito di immaginare la quo tidianità del 2021
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Pop(corn) Culture
Installazione (mais scoppiato verniciato a mano)
2010

Un'omaggio non solo alla cultura pop ma a tutto l'universo americano condensato in un oggetto ironico ma non troppo... una bandiera americana costruita con pop corn verniciati manualmente un piccolo monumento alla pop art.
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Le Ballon Rouge... Et Tous Ses Amis
Installazioni (palloncini rossi, bombole d’elio, filo di cotone rosso, pennarelli) e performance
2011

Nelle sere d’estate, la superficie del mare si punteggia di piccole boe che segnalano la presenza di subacquei in immersione. Al di là della loro funzione di sicurezza, queste boe diventano simboli di un’azione: l’esplorazione. A ciascuna di esse corrisponde, pochi metri più sotto, un sub intento a scoprire un mondo nuovo e affascinante.
In occasione dell’inaugurazione del Cecilia, un grande spazio per la creatività a pochi chilometri da Potenza, Ellepluselle ha ideato un intervento di arte relazionale che riprende poeticamente questo concetto, inserendolo in un contesto di festa e condivisione.
Ai visitatori è stato chiesto di scrivere un messaggio personale su un palloncino rosso gonfiato ad elio. Una volta liberato verso il soffitto dell’edificio, il palloncino è diventato, per una sera, il simbolo semiotico dell’atto di esplorare il nuovo spazio da parte del pubblico.
La performance è stata successivamente replicata in altri spazi dedicati all’arte contemporanea, in occasione di diversi vernissage.
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Installazione (erba, fiore, cartone)
2010

Il Giardino da Polso è un gioiello innovativo dal design raffinato. Un bracciale realizzato in cartone riciclato, impreziosito da un piccolo prato d’erba viva incastonato in un quadrante cartonato.
L’idea nasce da una domanda: quale potrebbe essere il vero status symbol del futuro?
La risposta prende forma in un sogno. In un vernissage di un tempo imprecisato, gli invitati più in vista indossano con naturale eleganza un Giardino da Polso.
Lo status symbol del futuro non è il lusso, ma la natura.
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La foresta dei Sempreverdi
Installazione (libri stampati su rotoli di carta)
2011

Questo lavoro intende creare "un' opera da albero" o un "libro da bosco" Alcuni classici della letteratura sono stati re-impaginati in rotoli verticali larghi 20 cm e lunghi diversi metri, adattati per essere appesi lungo il tronco di un albero.
Ogni albero coinvolto diventa un monumento naturale dedicato ad un racconto ed al suo mondo.
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The cube hoaxe
installazione
(cubo di Rubik modificato)
2010

Le teorie “complottiste” sono un fenomeno diffuso di percezione alternativa della realtà. Al di là del crederci o meno queste narrazioni rappresentano una manipolazione concettuale e creativa delle informazioni. In definitiva, propongono una versione “hackerata” della realtà, modificata attraverso le stesse logiche con cui si altera un software.
In questo caso è stato realizzato un gadget ispirato a un’ipotetica rassegna dedicata a Stanley Kubrick, in cui, “per errore”, la facciata riservata a 2001: Odissea nello spazio è stata sostituita da un’immagine del vero sbarco lunare.



